La storia

La Torre nasce come luogo fortificato del piccolo paese di Chiassa Superiore: un castello di difesa longobardo dell’alto Medioevo, a guardia della valle che da Arezzo sale verso il Casentino.

Il diploma del 1163

Un diploma imperiale è un documento solenne, scritto su pergamena e autenticato con il sigillo dell’imperatore, con cui il sovrano concede o conferma diritti, beni e privilegi. Nel 1163 Federico I di Svevia, il Barbarossa, è in Italia per la terza volta e riorganizza i possedimenti dell’Impero: in un diploma di quell’anno elenca castelli e terre del territorio di Arezzo, e tra questi il castrum turris de classe, il castello della torre di Chiassa. È la prima menzione scritta del luogo che conosciamo, e la torre che dà il nome alla dimora è quella.

Nel Cinquecento accanto alla torre cresce la villa, con il piano nobile e le sale che si usano ancora oggi. Nel cuore della corte lastricata, la cappella consacrata prende la forma attuale nel 1756. Alla fine degli anni Settanta Giovanni e Marcello riprendono in mano l’azienda agricola: da lì i nuovi vigneti, la conversione al biologico e la cantina di oggi.

  • Alto MedioevoCastello di difesa longobardo
  • 1163Diploma dell’imperatore Federico I Barbarossa: castrum turris de classe
  • CinquecentoLa villa e il piano nobile
  • 1756La cappella nella forma attuale
  • Fine anni SettantaGiovanni e Marcello riprendono l’azienda
  • OggiVigne in biologico, cantina, ospitalità

La cappella

Consacrata, al centro della corte, nella forma del 1756. È il luogo delle cerimonie che si tengono in tenuta.

Le cantine

Il vino si fa in due luoghi. La cantina di vinificazione sta a cinquecento metri dalla casa, vicino alle vigne, per lavorare l’uva appena raccolta. Le cantine di invecchiamento sono quelle originali della fattoria, dentro il complesso: qui il vino affina in botti e tonneaux.

Al piano superiore, caldo e ventilato, c’è la vinsantaia: a metà settembre l’uva viene appesa ai castelli di legno e ferro e lasciata appassire per circa tre mesi, poi il Vin Santo invecchia nei caratelli di rovere e castagno. Al piano terra, tra le bottiglie di Chianti Riserva e Macchione in affinamento, la sala di degustazione.

L'azienda agricola

Tutta la tenuta è biologica da oltre quindici anni: vigne, oliveto e grano. Le piante crescono senza forzature, e ogni annata prende il sapore del suolo del Chianti dei Colli Aretini. In cantina lavora l’enologo Federico Guidelli.

Le vigne

Tredici ettari, Sangiovese e Merlot, raccolta a mano a settembre.

L'oliveto

Raccolta a mano in ottobre, frangitura in giornata.

Il grano Verna

Varietà autoctona toscana di grano tenero.

Vini, olio e farina

Dietro le etichette dei vini ci sono versi di Dante, un rimando alla biblioteca della villa: ogni bottiglia porta con sé una riga della Commedia.

Chianti DOCG biologico

Sangiovese delle colline di Arezzo, coltivato e vinificato in biologico. Bouquet intenso, sapore pieno ed equilibrato.

Macchione IGT

Dodici mesi in piccole botti di rovere, poi qualche mese di riposo in bottiglia, coricato in cantina.

Vin Santo di caratello DOC

Malvasia, trebbiano, san colombano, canaiolo e sangiovese appassiti sui castelli, almeno tre anni in caratello. Ambrato, frutta secca e miele.

Olio extravergine IGP Toscano

Profumo, colore e il piccante tipico dell’olio toscano. Olive raccolte a mano e frante in giornata.

Farina di grano Verna

Grano tenero toscano autoctono, macinato per il pane e i dolci della colazione.

Gli spazi

La piscina

Rifinita in pietra, riscaldata, affacciata sulla valle dei vigneti. Con vasca per i bambini.

Il parco e il boschetto

Nel bosco dell’azienda, con passeggiate a piedi e biciclette a disposizione degli ospiti.

La villa e la corte

Il salone della colazione, la biblioteca da cui vengono i versi sulle etichette, la corte lastricata e il prato sul retro.

Chi siamo

La Torre è di famiglia dalla fine degli anni Settanta, da quando Giovanni e Marcello decisero di portare avanti l’azienda agricola. Oggi vi accoglie Tullio; in cantina lavora l’enologo Federico Guidelli.